Il Corruttore. Finalmente in libreria il romanzo di Alberto Di Nardi.

Un libro coraggioso, forte, convincente. Una sorta di pubblica denuncia di un corruttore reo confesso che decide di raccontare la sua difficile storia che scuoterà molte coscienze della politica e della società civile ponendole di fronte alle proprie responsabilità morali, prima ancora che giudiziarie.

Il romanzo “Il Corruttore” (Luigi Pellegrini Editore) prende le mosse dal racconto dell’ex proprietario della Dhi, società che ha svolto la raccolta dei rifiuti a Maddaloni e in numerosi comuni del Casertano, arrestato nel marzo 2016 per corruzione. Una vicenda inquieta e inquietante che provoca un punto di snodo per il protagonista che, dopo aver confessato e iniziato un percorso di collaborazione con la magistratura, si propone, nelle pagine del romanzo, di ricostruire con dovizia di particolari tutta la propria vicenda. La peculiarità del libro risiede nella scelta audace e forte di raccontare i fatti accaduti dal punto di vista del “cattivo”, o meglio di un valido e preparato imprenditore divenuto poi, quasi inevitabilmente, esperto “corruttore”, invischiato in un sistema che promuove l’arrivismo spietato e ignora le leggi dello Stato e della morale: testimonianza schiacciante di quanto sia labile e indefinito il confine tra legalità e illegalità.

L’opera, caratterizzata da una scrittura agile e immediata, ha la capacità di coinvolgere e appassionare il lettore, invitandolo a seguire attentamente la trama e i numerosi soliloqui del protagonista. Questi ripercorre infatti, insieme al “corruttore”, non soltanto i fatti, ma anche le ambizioni, le ansie e le paure dello stesso, fino a osservare da vicino tutti i meccanismi che hanno portato alla rapida degenerazione di valori e ideali positivi. Un quadro complesso, in cui il malaffare coinvolge la politica, il mondo imprenditoriale, la finanza e anche la magistratura a diversi livelli, e in cui le mazzette sono il mezzo più comune per destreggiarsi all’interno di una società che non conosce nessuna rettitudine e non ammette scrupoli di alcun tipo. Il testo è arricchito infine dalla Prefazione del noto saggista, giornalista e docente universitario Pantaleone Sergi.